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75 Anni di Rugby in Liguria Autore: Carlo Bruzzone Editore: Lo Sprint Prezzo di copertina: 20 euro Come ordinarlo: 010.9131006 o
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“Quest’anno il rugby e la Liguria festeggiano le loro nozze di diamante – ha raccontato commosso Emanuele Scarpiello – e questo libro è senza dubbio il modo migliore per celebrarle. Un libro che racconta la storia di questi 75 anni vissuti da molte generazioni di rugbisti. Una lacuna colmata da Carlo Buzzone, che è stato un mio giocatore e sin da giovanissimo si è dedicato al rugby per narrarlo a tutti su varie testate. In cinquant’anni ha annotato, scritto e archiviato tutto ciò che ha vissuto sui campi da rugby e durante le sue numerose trasferte anche intorno al mondo. Lo ringrazio a nome di tutto il rugby ligure – ha chiuso Scarpiello, grande uomo di sport - per averci fatto rivivere in questo bel libro le nostre giornate di sportivi militanti, dirigenti e arbitri, tecnici e giocatori, con una certosina ricerca ed una mirandolesca memoria degli avvenimenti dal 1928 ad oggi. È un libro che racconta fedelmente quel rugby che amiamo sopra ogni cosa e che ognuno di noi porterà sempre nel cuore”.
C’erano tanti ex rugbisti. Oggi professionisti illustri, imprenditori, uomini importanti che non hanno dimenticato le loro radici. Carlo Bruzzone, giocatore e arbitro, poi dirigente del rugby, presente a tutte e quattro le Coppe del Mondo di rugby e Stella d’argento del CONI al merito sportivo ha raccontato 75 anni di storia della palla ovale che, ha ricordato lui stesso, “corrispondono a 75 anni di storia italiana di rugby. Qui abbiamo avuto grandi uomini, grandi atleti e dirigenti. E’ una pagina di storia per la quale ho profuso in questi mesi tutte le mie attenzioni e il mio amore per uno sport maschio, duro, leale, genuino”.
Il libro è edito da Lo Sprint e Privitera editori. Due società che hanno scommesso su uno sport di nicchia e su un’opera che ha già dimostrato, al giorno d’esordio, di riscuotere consensi e interesse. Tutti gli appassionati potranno trovare “75 anni di rugby in Liguria” direttamente alla Libreria dello Sport di Genova e nei punti della catena in tutta Italia, oppure potrano prenotarlo direttamente presso l’editore Lo Sprint allo 010.4490295 o alla mail
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dedica di Carlo Bruzzone.
Anch’io, come alcuni miei illustri colleghi, Carlo Gobbi, Luciano Ravagnani e Marco Pastonesi, desidero ricordare “Maci” Battaglini, il leggendario rugbista rodigino. Era la primavera del 1951. Dopo aver vinto la fase provinciale del campionato studentesco delle scuole medie superiori, con il mio Istituto Tecnico disputai i quarti di finale nazionali allo stadio “Grande Torino” oggi “Flaminio” di Roma in anteprima ad Italia-Spagna. Giocammo contro il “Patini” dell’Aquila, forte dei D’Alessandro, Del Grande e Di Zitti. Gara dura e spigolosa, con l’arbitro romano Canessa poco autoritario. Vinsero gli abruzzesi, meritatamente, per 6-0. Al termine, mentre rientravamo negli spogliatoi, scoppiò una deprecabile rissa nel sottopassaggio. Alcuni nazionali, tra i quali ricordo Rosi e Rossini, già pronti con la loro maglia azzurra per affrontare gli iberici, intervennero per dividere i facinorosi contendenti.
Ero sul punto di gettarmi nella bolgia, quando mi sentii afferrare ad un braccio con forza. Era una mano enorme. Mi voltai e vidi di fronte a me il gigantesco Battaglini. Mi guardò e disse, nel suo dialetto “rovigotto”: .
Mi vergognai e, forse rosso in volto, tornai di corsa negli spogliatoi. Ma quel pomeriggio del 6 maggio 1951 non l’ho più dimenticato. Avevo appena compiuto 17 anni, ero appena entrato nel mondo del rugby, ma quello sguardo e quelle parole del grande “Maci” mi hanno sempre accompagnato e dopo oltre cinquant’anni vissuti in questo sport, rappresentano ciò che di più caro mi è rimasto nel cuore.
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